Valle Argentina: viaggio nel cuore stregato del Ponente

C’è un confine sottile, in Liguria di Ponente, tra la riviera turistica e l’entroterra dimenticato. Lo si attraversa risalendo la Valle Argentina, una delle valli più strette e selvagge della regione, dove le case di pietra sembrano nate dalle stesse rocce su cui poggiano. Ad accogliere il viaggiatore c’è Triora, il famigerato borgo delle streghe, paese a 800 metri di quota la cui storia è segnata dal processo per stregoneria del 1587. Oggi Triora è un labirinto di vicoli scuri, archi gotici e cucine di pietra, dove ancora si fa il pane nero secondo la ricetta medievale. Da qui parte il Sentiero degli Ulivi, un anello facile che attraversa fasce di taggiaschi secolari fino al ponte di Loreto, una camminata semplice ma piena di scorci sulle Alpi Marittime.

A Triora la tradizione del legno d’ulivo è ancora viva. Nel laboratorio di Giorgio Allavena, terza generazione di falegnami, vengono lavorati i tronchi di ulivi caduti per il vento o tagliati per la cura del terreno: ne escono taglieri, posate, oggetti unici dalle venature dorate. Vale la pena fermarsi anche solo a guardare la sgorbia in azione.

Scendendo verso il mare la valle si apre e regala il suo gioiello: Apricale, arroccato a 300 metri sopra il torrente Merdanzo. Camminare nei suoi caruggi è un’esperienza fisica più che visiva, una continua salita e discesa tra portali, archi e murales d’autore che da decenni decorano le case del centro. Dalla piazza belvedere, all’imbrunire, lo sguardo arriva fino alla Costa Azzurra. Per cena la scelta è semplice: l’agriturismo Ca’ dei Mandorli, sulla strada che sale verso Bajardo, dove la famiglia Garibaldi serve ravioli di erbe selvatiche e coniglio alla ligure su una terrazza che guarda gli ulivi.

C’è poi il versante religioso e silenzioso della valle. Il Santuario di Nostra Signora della Misericordia, sopra Pigna, conserva uno dei cicli più completi di affreschi del Canavesio, dipinto a fine Quattrocento. Vi si arriva con una camminata di venticinque minuti dal paese, immersi nel bosco di castagni. Il guardiano del santuario tiene le chiavi al bar centrale di Pigna: una telefonata e si apre per voi. Niente biglietti, niente folla.

Per chi cerca silenzio assoluto, il Sentiero del Sale parte da Bajardo, paese a 900 metri di quota, e ricalca l’antica via che portava il sale dalla riviera al Piemonte. Quattro ore di cammino tra faggi e crinali, con la Corsica all’orizzonte nei giorni limpidi. È un trekking di media difficoltà ma il paesaggio paga ogni sforzo.

La Valle Argentina non si racconta in un weekend. È una valle che si insinua, lentamente, e che chiede al viaggiatore di rallentare. Niente grandi hotel, niente lidi attrezzati: solo case di pietra, sentieri segnati dal CAI, persone che si fermano a chiacchierare in dialetto. Una Liguria che esisteva prima del turismo e che continua, ostinatamente, a esistere ancora.