Cinque Terre Interne: oltre la cartolina, sui sentieri alti

Le Cinque Terre sono diventate uno dei luoghi più fotografati al mondo. Vernazza, Monterosso, Riomaggiore: nomi che evocano case colorate, terrazzamenti, mare turchese. Ma chiunque sia stato a Vernazza in luglio sa che la cartolina ha un prezzo: pullman che scaricano migliaia di persone al giorno, sentieri costieri presi d’assalto, ristoranti che hanno ormai pochi legami con la cucina locale. C’è però una via di fuga, ed è verticale: salire.

Le Cinque Terre Interne, quelle che pochi nominano, cominciano cento metri sopra il livello del mare. Il Sentiero degli Alpini, variante alta del celebre Sentiero Azzurro, collega Vernazza a Monterosso passando per San Bernardino, frazione collinare sospesa sul mare. È un percorso di undici chilometri e settecento metri di dislivello, segnato CAI 8d, ben oltre le possibilità del turista medio. E proprio per questo è quasi vuoto, anche ad agosto. Il sentiero si arrampica tra vigneti terrazzati e ulivi, attraversa boschetti di lecci, regala scorci a precipizio sul mare di Vernazza che valgono ogni minuto di salita.

A San Bernardino si nasconde una delle ultime cantine veramente piccole dell’area. La Cantina del Vermentino di Federico Capellini lavora i terrazzamenti sopra Vernazza secondo metodi tradizionali. Vermentino e Sciacchetrà, vendemmiati a mano, fermentati lentamente. Le visite, su prenotazione da aprile a ottobre, includono una camminata tra i terrazzamenti e una degustazione di tre vini accompagnati da focaccia al rosmarino. È il modo migliore per capire perché le Cinque Terre, prima di essere un fenomeno turistico, sono un paesaggio agricolo di secoli.

A chiudere il giro non può mancare il Santuario di Nostra Signora di Soviore, il più antico santuario mariano della Liguria, fondato secondo la tradizione nell’VIII secolo. Sorge a 460 metri sopra Monterosso, immerso in un bosco di lecci. La terrazza panoramica è uno dei punti di vista più completi sulle Cinque Terre, e la foresteria storica offre ancora ospitalità ai pellegrini. Pranzare qui, dopo cinque ore di sentiero, dà una soddisfazione che le folle del litorale non possono dare.

Le Cinque Terre alte sono per camminatori veri. Niente pullman, niente trattorie pittoresche, niente fila per la foto perfetta. Solo sentieri ripidi, qualche cantina nascosta, e una vista sul Mediterraneo che ricorda perché, prima del turismo, questa era una delle terre più dure e più amate della Liguria.