Val Fontanabuona: terra di ardesia e mulini

Tra il Tigullio e la Val Trebbia si nasconde una valle che è insieme cuore produttivo della Liguria e una delle aree meno frequentate dal turismo: la Val Fontanabuona. Per secoli ha alimentato Genova con la sua ardesia, la lavagna scura che si vede ancora oggi sui tetti del centro storico, sui pavimenti delle chiese, sui sagrati. Le cave hanno scavato la valle, i mulini ad acqua l’hanno punteggiata, e gli artigiani hanno reso questa pietra un simbolo della Liguria stessa.

Il racconto della valle parte da Cicagna, capoluogo storico dell’ardesia. Qui la Bottega dell’ardesia di Davide Sanguineti tiene viva una tradizione che rischiava di scomparire. Lavagne, sottopentola, oggetti di design contemporaneo nascono nel laboratorio aperto sul retro della bottega: si può entrare a vedere il taglio delle lastre, le incisioni a mano, l’incontro tra una pietra antichissima e nuove forme d’uso. È uno di quei luoghi dove si capisce che l’artigianato non è folklore, ma una pratica che continua a innovarsi.

A pochi minuti da Cicagna, lungo il torrente Lavagna, si nasconde uno dei piccoli tesori della valle: il Mulino di Orero, antico mulino ad acqua restaurato e ancora funzionante. Viene azionato in occasione delle giornate FAI e di alcuni eventi, e il mugnaio del posto lo racconta con quella precisione che hanno solo le persone che hanno visto crescere il proprio paese. Vedere la ruota girare e sentire il rumore dell’acqua che fa muovere la macina è un’esperienza che vale la deviazione.

La valle ha anche un suo angolo selvaggio. La Cascata di Favale, sopra il paese di Favale di Malvaro, è un salto d’acqua nascosto in un anfiteatro di rocce, raggiungibile con un sentiero ombroso di mezz’ora. Anche in piena estate la pozza resta fredda e poco frequentata. Niente segnaletica turistica, niente parcheggi attrezzati: è una di quelle cose che si trovano se si è disposti a chiedere a chi vive lì.

La Val Fontanabuona non si visita di corsa. Va presa con il suo ritmo, fatto di fermate brevi, di chiacchierate con chi incontri, di scoperte minori. Un weekend qui non lascia in memoria un singolo monumento, ma una sensazione di valle abitata, di artigianato vivo, di Liguria che ha ancora le sue radici nella pietra.