Pochi chilometri separano la riviera affollata di Bordighera dal cuore dell’entroterra imperiese, eppure il salto è enorme. Si lascia il litorale e si entra in una Liguria fatta di colline ricamate di ulivi, di torrenti che scavano profonde gole nella roccia, di borghi che il turismo di massa non ha ancora trovato.
Il simbolo di questa zona è senza dubbio Dolceacqua, paese diviso in due dal Nervia e dominato dal castello dei Doria. Il celebre ponte a schiena d’asino, dipinto più volte da Monet nel 1884, è oggi uno dei monumenti più fotografati della Liguria, ma il borgo conserva una sua dimensione raccolta. Il centro storico, detto Terra, è un dedalo di archi, sottopassi e botteghe dove si incontrano artigiani veri, non vetrine per turisti. Tra queste, la Bottega del Vino Rossese di Andrea Lanteri è una sosta obbligata: enologo di formazione, propone una ventina di etichette dei piccoli vignaioli della valle, dal Rossese più tradizionale alle interpretazioni più moderne. Le degustazioni si fanno in cantina, sotto la volta in pietra, abbinate alle focacette di Dolceacqua.
La Val Nervia regala un altro tesoro nascosto: la Cascata dell’Arroscia, nel tratto alto del fiume, raggiungibile da Acquetico con una breve camminata. La pozza è balneabile in estate e resta sorprendentemente solitaria anche in piena alta stagione. Per chi viaggia in famiglia è una sosta perfetta a metà mattina, prima del pranzo nei paesi.
L’altro grande tema dell’entroterra di Imperia è l’olio. Le colline tra Imperia e Pieve di Teco sono coperte di taggiasche, la cultivar simbolo di tutta la riviera di Ponente. Una delle realtà più interessanti è il Frantoio Borgo Vecchio della famiglia Rebaudengo, a Caramagna: frantoio storico in funzione dal 1923, dove le olive vengono lavorate entro 24 ore dalla raccolta. Marco, il titolare, accompagna i visitatori in tutte le fasi della filiera e racconta con passione la differenza tra la spremitura a freddo e i metodi industriali. La degustazione finale, davanti agli uliveti, vale da sola la deviazione.
Dolceacqua si gira a piedi in meno di due ore, ma chi sceglie di pernottare scopre una dimensione diversa. La sera, dopo che i pullman se ne sono andati, il paese si riempie di gente del posto che si ritrova nei bar di Piazza Garibaldi. Si beve un bicchiere di Rossese fresco, si parla in dialetto, si guarda il castello illuminato. Una Liguria che ha imparato a convivere con il turismo senza diventarne ostaggio, e che premia chi le concede tempo.