Val Polcevera: la valle dimenticata alle porte di Genova

Per molti genovesi la Val Polcevera è solo il fondovalle che si attraversa di corsa in autostrada o in treno per uscire dalla città. Pochi sanno che, salendo solo di un centinaio di metri, si entra in una Liguria diversa: più dolce, più boscosa, fatta di paesi che hanno conservato il loro ritmo lento mentre Genova qui sotto cambiava pelle.

Il simbolo di questa Val Polcevera meno conosciuta è il piccolo borgo di Casella, raggiungibile con la storica ferrovia a scartamento ridotto Genova-Casella, un capolavoro di ingegneria di inizio Novecento. Il trenino parte da Piazza Manin a Genova e in un’ora di salita tra boschi, viadotti e gallerie porta a 410 metri di quota, dove l’aria è fresca anche in agosto e la vista si apre sul lago del Brugneto. La Trattoria del Trenino, a due passi dalla stazione, è il punto di riferimento di chi sale per la giornata: la stessa famiglia Repetto la gestisce da quattro generazioni e propone una cucina di terra schietta, con testa in cassetta, tortellini in brodo di terza, polenta con i porcini in stagione.

Da Casella la valle si apre verso il Parco Naturale dell’Antola. Salendo per pochi chilometri di strada si arriva a quote dove l’orizzonte si fa improvvisamente alpino. Il Monte Antola, a 1597 metri, è la cima simbolo: cima erbosa, prateria di narcisi in primavera, vista a 360 gradi che spazia dalle Alpi al mar Ligure. Salire all’Antola da Casa del Romano è un trekking di media difficoltà, quattro ore tra andata e ritorno, con rifugio gestito alla sommità dove fermarsi a pranzare con polenta e selvaggina.

L’altro grande tema della valle è l’acqua. Lungo il torrente Brugneto, nell’alta Val Trebbia, si nasconde la Cascata del Brugnola, un salto di quindici metri raggiungibile da Propata con un sentiero di un’ora. La pozza sotto la cascata è popolata da salamandre e gamberi di fiume: una piccola riserva naturale a portata di gita di un giorno.

La Val Polcevera non è una destinazione turistica. È una valle di gente che ci vive, di camminatori della domenica, di pastori che ancora portano gli animali al pascolo. Per il viaggiatore curioso che voglia uscire dai sentieri battuti del Tigullio e delle Cinque Terre, è una scoperta sorprendente, a venti minuti dal centro di Genova ma in un’altra epoca.